Quanto costano i prestiti?

I prestiti hanno sempre un costo. Non esistono soluzioni a costo zero. È ovvio infatti che le società che propongono i prestiti devono in qualche modo guadagnarci. Un prestito “costa” perché la somma che dovremo restituire, pagando le rate, sarà sempre superiore alla cifra che ci è stata prestataAll’importo di partenza dovremo aggiungere i costi del sevizio, i tassi d’interesse, le commissioni, le imposte dovute e quant’altro.

Per scegliere l’offerta più conveniente non basta quindi valutare la rata mensile. Dovremo concentrarci proprio sui costi aggiuntivi del servizio. Non sempre è facile calcolarli perché possono essere numerosi e, talvolta, difficilmente misurabili. Per questo è importante scegliere non solo l’offerta più conveniente ma anche quella più trasparente.

Le principali voci di costo sono:

  • l’importo erogato
  • gli interessi
  • gli oneri accessori
  • le eventuali spese iniziali
  • i costi assicurativi

TAN

TAN significa Tasso Annuo Nominale. È il primo parametro da valutare quando ci avviciniamo a un prestito. Il TAN è il tasso di interesse, espresso in percentuale e su base annua, applicato al capitale finanziato. È, in altre parole, l’interesse annuo applicato a un prestito, da riconoscere al finanziatore al termine dell’anno.

Il TAN deve essere calcolato sui 12 mesi e deve essere indicato sul foglio informativo dei prodotti finanziari.

Nel tempo le sue oscillazioni sono state davvero significative. Negli anni 80 superò il 20%, nel 2018 siamo attorno al 6%Molti sono i fattori che hanno inciso su questa variazione. Citiamo, tra i tanti, i tassi di interesse europei, l’inflazione, la disoccupazione, la crisi e le prospettive di crescita.

Il TAN può essere fisso, variabile e misto.

Se è fisso, non cambierà per tutta la durata del prestito.

Se è variabile, varierà in base ai parametri definiti a livello internazionale (Euribor o tasso ufficiale di sconto).

Se è misto, sarà possibile partire con un tasso fisso o variabile e modificarlo durante la durata del prestito.

Generalmente, nel prestito al consumo, i tassi sono fissi.

TAEG

TAEG significa Tasso Annuo Effettivo Globale. È l’indice di costo complessivo del finanziamento.  Riassume quindi in un’unica percentuale, oltre al TAN, tutti i costi a carico del consumatore. Il TAEG ci dice quanto costerà davvero l’intera operazione.

Per questo motivo è certamente l’indicatore più interessante quando valutiamo un prestito. È utile anche per difendersi dalle offerte più aggressive, che spesso pubblicizzano un TAN molto basso, lasciando in secondo piano il TAEG. Spesso sono offerte di cui diffidare, perché il TAN è solo una delle componenti del costo complessivo del prestito.

A fronte di un ribasso di questo tasso, ad esempio, potrebbe esserci un aumento di altri costi “accessori” che renderebbero l’offerta meno conveniente di altre con TAN più alto.

Nel TAEG, invece, tutte le spese devono essere incluse. Per questo, lo ripetiamo, è il tasso più significativo nella valutazione di un prestito.

Ma quali sono i costi “accessori”?

Tra i più diffusi ci sono:

le spese di incasso rata

le spese relative all’invio cartaceo di informazioni periodiche

le spese relative alle assicurazioni collegate ai contratti di prestito.

Purtroppo non sempre le finanziarie o le banche applicano correttamente la normativaA volte infatti omettono dal calcolo del TAEG alcune voci. Un tipico esempio è quello delle spese assicurative previste da alcuni finanziamenti. Tali spese non sempre sono incluse nel TAEG che risulta, in questo modo, inesatto, incompleto o addirittura ingannevolePer questo è molto importante fare attenzione. Consideriamo attentamente la spesa complessiva.

Analizziamo sempre le singole voci dell’offerta che ci viene proposta.

Confrontiamo sempre anche il TAEG nelle differenti offerte di finanziamento. Ricordiamoci però che il TAEG può essere correttamente confrontato solo se i prestiti presentano le stesse caratteristiche in termini di importo, di durata ed eventuali altri costiQuando confrontiamo due prestiti assicuriamoci, ad esempio, che entrambi i TAEG siano riferiti ai 12 mesiRicordiamoci poi di evidenziare le eventuali spese non inserite nel calcolo del TAEG. Sommiamole infine tra loro, per calcolare il costo effettivo del prestito. In generale, a parità di ammontare finanziato, il TAEG si riduce all’aumentare della durata del prestitoA parità di durata, il TAEG si riduce all’aumentare dell’importo del prestito.

Tassi soglia contro l’usura

Nel 1996 con la legge 108 è stato modificato il reato di usura. Sono stati introdotti dei parametri oggettivi per stabilire quando un prestito è usuraioDi fatto il reato si configura quando i tassi a cui si presta il denaro sono troppo elevati. Ovvero rendono il rimborso molto difficile o addirittura impossibile.

Sono stati quindi introdotti dei “tassi soglia”, cioè delle percentuali entro le quali devono restare gli interessi. Ed è stato stabilito che debbano essere misurati periodicamente. Senza entrare nelle specifiche del calcolo, possiamo dire che la soglia non può mai superare gli 8 punti percentuali rispetto ai tassi effettivi medi globali (Tegm). Secondo quanto prescritto dalla legge, per determinare il tasso di interesse usuraio “si tiene conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate alla erogazione del credito”Sul sito del Dipartimento del Tesoro è possibile vedere i tassi soglia aggiornati.

Ricordiamoci anche che i finanziatori sono obbligati ad esporre questi tassi sul proprio sito.